Recensione Corsair K60 PRO TKL RGB: velocissima e con layout ISO ITA

Recensione Corsair K60 PRO TKL RGB: velocissima e con layout ISO ITA

 Recensione Corsair K60 PRO TKL RGB: velocissima e con layout ISO ITA

 Lorenzo Delli

Lorenzo Delli

Tastiera Ottico Meccanica da Gaming

Si chiama Corsair K60 PRO TKL RGB ed è uno degli ultimi arrivi nella scuderia delle tastiere gaming di casa Corsair. Anche qui ritroviamo gli switch ottico-meccanici e tante caratteristiche che andranno a genio proprio a chi cerca un prodotto da gioco. Scopriamo insieme di che pasta è fatta!

  •  Corsair K60 PRO TKL RGB Tastiera Gaming Opto-Meccanica Senza Tastierino Numerico - Switch OPX, Telaio in Alluminio Spazzolato, Cavo USB Type-C Rimovibile - Layout IT, QWERTY - Nero


    149,99 €

Unboxing Corsair K60 PRO TKL RGB

L’unboxing della Corsair K60 PRO TKL RGB è deludente. Sono contento che Corsair abbia optato per ridurre un po’ la dimensione delle confezioni per risparmiare cartone, ma all’interno non c’è nessuna sorpresa se non appunto tastiera e cavo USB-C. E il cavo non è niente di particolare: copertura in plastica classica, lunghezza nella media.

Caratteristiche tecniche

Corsair K60 PRO TKL RGB è una tastiera ottico meccanica NKRO (100% anti-ghosting) formato TKL composta da 88 tasti. È quindi priva di tastierino numerico, ma troviamo a bordo tutti i tasti che di solito sono presenti nell’isola sopra le frecce direzionali. Si tratta insomma di un formato TKL estremamente classico, di quelli a cui è facile abituarsi sin da subito. Anche perché il layout è ISO ITA! Tutti i tasti sono al loro posto: l’Invio grande, il tasto per i simboli maggiore e minore a destra dello shift di sinistra e così via.

I keycap in dotazione dovrebbero essere in ABS.

Non è specificato il tipo di plastica, ma considerato che sono shine-through e che Corsair specifica sempre se sono in PBT, il sospetto è che appunto siano in ABS. Non è la più resistente delle plastiche, ma le lettere non si dovrebbero sbiadire visto che appunto lasciano passare la luce dei LED sottostanti. Però il colore nero opaco e la plastica di cui sono costituiti fanno sì che rimanga un po’ di più il sudore delle dita sulla loro superficie. Il font è il solito di casa Corsair: classico, ben leggibile e, perché no, anche adatto ad un ufficio. Il profilo dei tasti è OEM: simile allo Cherry, con linee più geometriche e comunque adatto sia al gaming che alla digitazione, ma è caratterizzato da tasti più alti. Possono comunque essere sostituiti con facilità se ne sentiste il bisogno: gli switch sono compatibili con qualsiasi set di keycap a croce.

Nella foto seguente il profilo della Corsair K60 PRO TKL RGB.

Gli switch del modello in questione sono uno dei suoi punti di forza, sempre non siate puristi delle tastiere meccaniche. Sono i Corsair OPX e sono appunto switch con funzionamento ottico-meccanico. Rimuovendone uno dal suo slot si nota sulla PCB due piccoli moduli che proiettano sostanzialmente un laser. Lo switch, alla pressione, interrompe questo fascio di luce e invia l’input al computer molto più velocemente del normale.

Gli switch vantano, tra le altre cose, un debouncing con ritardo pari a zero. Ciò significa che appena premuti il ripristino della loro posizione di riposo è immediato. Sono garantiti per 150 milioni di battute, il triplo degli switch classici che troviamo a bordo di un sacco di modelli. Hanno una forza di attuazione di 45 gf, una distanza di attuazione di appena 1 mm e una corsa totale di 3,2 mm. Sono sostanzialmente degli switch lineari, molto simili ai rossi (ma ancora più veloci).

Li avevamo già provati a bordo della Corsair K100 RGB 2022. Inutile ribadire che sono velocissimi, e garantiscono anche una ottima velocità di digitazione. Una loro particolarità è anche quella di non aver pin di contatto. Lo stelo dello switch, alla pressione, va appunto ad interrompere il fascio di luce, ed è quello a far partire l’input verso il dispositivo a cui è collegata la tastiera. Di fatto quindi gli switch sono solo incastonati nella PCB grazie all’incastro centrale in plastica. Ecco una clip audio della K60 PRO TKL RGB di Corsair con switch OPX in fase di digitazione.

Gli stabilizzatori, probabilmente a marchio Cherry, non sono niente di che. O meglio, non è nemmeno troppo colpa degli stabilizzatori, un modello classico fissato alla piastra dotato di paratie anti-polvere. Le rumorosità troppo plasticose e spesso anche fin troppo metalliche sono dovute a due fattori: la totale assenza di lubrificante e di soluzioni fonoassorbenti di alcun tipo nella scocca.

Rimuovendo la barra spaziatrice si nota l’assenza sia di inserti nelle fessure della piastra, sia lo strato vuoto tra piastra e PCB. Nulla vieta di rimuovere gli stabilizzatori (quelli a piastra sono a incastro) e lubrificarli, ma tenete di conto che sarà difficile ottenere un risultato tanto migliore vista la scocca vuota (che amplifica i rumori).

La PCB è compatibile unicamente con gli switch ottici di casa Corsair. Sì, gli switch sono removibili con un classico strumento ad-hoc, ma non potrete sostituirli con altri modelli. Se non altro levando uno switch si notano i due piccoli moduli che gestiscono il fascio di luce interrotto dallo switch, quello che appunto permette di attuare il comando in modo rapido. Come già accennato, non ci sono soluzioni fonoassorbenti di alcun tipo. Di conseguenza, anche se Corsair non ha diffuso uno schema costruttivo, è facile intuire la composizione della tastiera: tasti, scocca in alluminio spazzolato di pregevole fattura che funge anche da piastra, switch ottico-meccanici, PCB, scocca posteriore in policarbonato.

Le sonorità, di conseguenza, sono particolarmente accentuate. C’è chi riesce a fare di peggio a parità di schema costruttivo, ma comunque è ben più rumorosa di tutte le tastiere meccaniche cinesi che ho recensito ultimamente. Ed è un peccato, considerato anche che a bordo troviamo switch praticamente equivalenti a quelli lineari. Tornando alla PCB, ogni slot è dotato di LED RGB a sé stante orientato verso Nord. In questo modello la retro-illuminazione è uno dei punti di forza: LED luminosi e ben visibili e tasti shine-through garantiscono piena visibilità sempre e comunque. A livello hardware, la tastiera di Corsair raggiunge il ragguardevole valore di polling rate di 8.000 Hz. È praticamente l’unico produttore che lancia prodotti gaming con questi valori.

La scocca, come accennato, è per metà in alluminio spazzolato (sezione sopra) e metà in policarbonato (sezione sotto). Essendo gli switch removibili dovrebbe anche essere possibile smontarla per provare a metterci mano.

Rimuovendo i tasti si notano alcune viti a croce classiche che tengono insieme la struttura. Magari sostituendo (o lubrificando) gli stabilizzatori e inserendo uno strato almeno nella parte inferiore della scocca si può migliorare la resa complessiva. Veniamo alle dimensioni: si parla di 359 x 136 x 36 mm. Il peso senza cavo ammonta invece a 700 grammi circa. Ci sono anche 3 LED di stato, posti subito a fianco delle frecce direzionali: uno per il CapsLock e gli altri per WinLock e Blocc Scorr.

Lato connettività K60 PRO TKL RGB può essere utilizzata solo in modalità cablata. E occhio anche al cavo: se non volete usare quello in dotazione ne dovete trovare uno con non troppa plastica intorno alla porta USB-C. Per quanto riguarda la compatibilità, la si può usare su dispositivi dotati di porta USB-A normalmente compatibili con le tastiere. Funziona anche su Android con un dongle ad-hoc.

Estetica, costruzione ed ergonomia

Corsair cerca di applicare il suo stile a tutti i prodotti della sua ampia gamma, e questa K60 PRO TKL RGB non fa eccezione. Pochi fronzoli e colori scuri ma eleganti: se non fosse per la retro-illuminazione, che comunque potete impostare con colori fissi (anche bianco volendo), non si capirebbe nemmeno troppo che si tratta di una tastiera gaming. Se non fosse per il rumore in digitazione un po’ troppo elevato, non sfigurerebbe troppo anche in un ambito più lavorativo. Ammetto di avere un debole per i formati ridotti, e questa TKL non spreca alcuno spazio. Risulta quindi sufficientemente compatta e particolarmente leggera. Di conseguenza nulla vieta di infilarla nello zaino e portarla con sé in trasferta. Sicuramente promossa quindi da un punto di vista meramente estetico.

Ottima, come già accennato, la retro-illuminazione. I colori sono brillanti, intensi e sempre ben visibili, sia con tanta luce che al buio.

I tasti sono più soggetti “all’unto” delle dita, ma se non altro sono shine-through e con font elegante e leggibile. Sono leggibili anche a retro-illuminazione spenta, ma essendo un modello solo cablato non ha senso spegnerli. Eccola con scarse condizioni di luminosità:

Da un punto di vista costruttivo, la sua leggerezza fa dubitare della resistenza, ma le due cose per fortuna non vanno a braccetto. La scocca superiore (nonché piastra) in alluminio spazzolato dona resistenza a tutta la struttura. La tastiera non flette e non mostra debolezze strutturali particolari. Certo, il retro in plastica è meno pregiato, ma una volta poggiata sulla scrivania non ve ne accorgerete nemmeno. Purtroppo all’interno non è curata come all’esterno, visto che appunto non ci sono soluzioni fonoassorbenti che spesso vanno anche a rinforzare il tutto. Vediamo anche una foto del retro della tastiera:

Si notano 5 piedini in gomma di forma allungata che donano un ottimo grip (nonostante la leggerezza) alla tastiera.

Ci sono inoltre due piedini per inclinare la tastiera a 8°. Peccato non ci siano anche quelli per portarla a 11°. L’ergonomia comunque è molto buona, anche per via della possibilità di variare l’inclinazione. Anche la scelta del profilo OEM e degli switch lineari migliora sia l’ergonomia che appunto l’ottica lavorativa/gaming. Nel mio caso ho preferito usarla al massimo dell’inclinazione, anche senza l’ausilio di un poggiapolsi. Potete vedere l’inclinazione a 8° nella foto seguente.

Come di consueto ho usato la tastiera per scrivere questa recensione per intero, sfruttandola anche nelle sessioni di gaming con Overwatch 2 e Call of Duty: Modern Warfare 2. È a tutti gli effetti una tastiera gaming, che come ho già detto può essere usata anche in altri ambiti. Però il formato TKL, che permette di tenere braccia e spalle più vicine (e di conseguenza più rilassate), gli switch velocissimi e il polling rate a 8.000 Hz, e tutte le funzionalità software di cui vi parlo nella prossima sezione di questa recensione, la rendono adatta proprio al gioco.

In ogni caso si riesce anche a mantenere un ritmo di digitazione altissimo, che però diventa ancora più fastidioso visto il rumore emesso. Un dettaglio che in gioco si nota poco, sia perché si digita meno e si preme di più, sia perché i suoni del gioco coprono il tutto.

Funzionalità

Corsair K60 PRO TKL RGB può ovviamente contare sul supporto di iCUE, il software proprietario di Corsair. E come vi dico sempre, “senza iCUE si gode solo a metà”. Come prima cosa, senza iCUE non potete impostare il polling rate a 8.000 Hz. Se si compra una tastiera del genere lo si fa anche per i tempi di reazione, quindi correte a installare iCUE e non discutete. Ci sono in tutto 5 tab per la gestione della K60 TKL, vediamoli rapidamente.

Il primo, Assegnazione tasti, fa esattamente ciò che sospettate: permette di cambiare l’assegnazione dei tasti.

Non ci si limita ai tasti basi, ma anche a Macro, comandi multimediali, intere stringhe di testo e così via. Lo trovo sempre un po’ più macchinoso di altri software (anche cinesi sviluppati male), ma dopo un po’ si capisce come fare e non ci si fa più caso. Non male l’editor integrato di macro! Lo potete vedere nello screenshot sottostante.

C’è poi Effetti di Illuminazione, che permette di impostare degli effetti di retro-illuminazione davvero particolari. Hanno più senso se affiancate alla tastiera anche mouse, tappetino LED RGB, mouse e hardware PC (e magari anche luci compatibili).

Sempre dallo stesso tab potete creare effetti personalizzati di retro-illuminazione. Potete anche colorare ogni singolo tasto con il colore che preferite, o anche trascinare il cursore sulla rappresentazione della tastiera per colorarne di più in un colpo solo. C’è un solo problema: per usare gli effetti così creati dovete per forza avere iCUE aperto.

Dal tab successivo, denominato Illuminazione hardware, potete invece selezionare alcuni effetti pre-impostati e regolarne i parametri. Essendo a livello hardware, anche senza iCUE aperto rimarranno salvati e visibili.

Dal tab Prestazioni (che non so perché si chiami così) potete abilitare o disabilitare combinazione specifiche di tasti (come Alt+F4) e il tasto Windows. Molto utile in ottica gaming, nel caso non vogliate premere per sbaglio tasti o combinazioni specifiche.

Infine Impostazioni dispositivo apre un overlay dove trovare il tasto per aggiornare la tastiera, lo slider per regolare la luminosità e il selettore di velocità di polling rate.

Non manca praticamente nulla ed è tutto tradotto in italiano. Tralasciando la pesantezza (oltre 1 GB) e la poca intuitività di alcuni menu, iCUE è un software potente e necessario per dare sfogo a tutte le potenzialità dei prodotti Corsair, K60 TKL inclusa. Ci sono, dulcis in fundo, tutta una serie di scorciatoie pre-impostate da richiamare anche senza l’ausilio di iCUE.

Ad esempio con FN più i numeri si può variare pattern di retro-illuminazione. Con FN più alcuni tasti funzione si regolano invece i parametri dei contenuti multimediali. Con FN + F3/F4 regolate l’intensità della retro-illuminazione.

Prezzo

Il prezzo è in linea con quello di altri prodotti Corsair. Di listino viene a costare 149,99€. Per raffronto, la K70 RGB TKL (con gli stessi switch) viene 169,99€; la K70 PRO MINI viene 189,99€; la K70 RGB PRO viene 199€ e poi a salire verso la K100 a 269€. Rimanendo all’interno dell’ambito Corsair quindi, è addirittura la più economica. Però sul sito Corsair la K70 RGB con comandi multimediali e tastierino numerico è scontata a 169€ (al momento della stesura dell’articolo), e anche la K70 TKL a soli 20€ è particolarmente golosa, vista la presenza dei comandi multimediali.

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    189,99 €

149€ per una tastiera solo cablata sono effettivamente tanti. Si pagano ovviamente il supporto software e l’hardware interno che permette un polling rate così elevato, per non parlare della particolare PCB che permette l’uso di switch ottico-meccanici.

Però c’è da considerare appunto che si sta acquistando un dispositivo legato strettamente al mondo del gaming, e non uno strumento lavorativo o più poliedrico come in altri casi.

Se poi ampliamo gli orizzonti al panorama delle tastiere meccaniche cinesi, dotate quindi di layout ANSI USA, si riesce anche a spendere meno avendo sonorità migliori. Se cercate una TKL ad esempio potete prendere in considierazione una CIDOO ABM084. Se invece cercate qualcosa di ancora più compatto e magari senza fili c’è anche la AKKO 3068B Plus Tutto ciò ovviamente a patto di usare un layout diverso dal nostro. Corsair è uno dei pochi produttori che continua a sfornare modelli anche al top dotati di layout ISO ITA.

Recensione Corsair K60 PRO TKL RGB – Foto dal vivo

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Corsair K60 PRO TKL RGB

Corsair K60 PRO TKL RGB non delude sul fronte gaming grazie a tutta una serie di fattori, tra cui ovviamente velocità degli switch e polling rate. Il prezzo però non è dei più bassi, e in quanto a sonorità, rispetto a ciò che offre il mercato attuale, Corsair è rimasta un po’ indietro. Ed è un peccato, vista l’eleganza e l’affidabilità dei suoi prodotti.

Sommario

Unboxing Corsair K60 PRO TKL RGB 5

Caratteristiche tecniche 8

Estetica, costruzione ed ergonomia 9

Funzionalità 8

Prezzo 6

Voto finale

Corsair K60 PRO TKL RGB

Pro

  • Solida e compatta
  • Layout ISO
  • Velocissima, switch ottico-meccanici
  • Programmabile
  • Retro-illuminazione

Contro

  • Confezione povera
  • Sonorità pessime
  • Solo cablata
  • iCUE non sempre intuitivo
  • Prezzo alto

 Lorenzo Delli

Lorenzo Delli
Cresciuto a “computer & biberon”, si è avvicinato al mondo dell’informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.







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